La ricetta l'ho presa dal blog di Barbara <<Spelucchino>> che fa ricette perfettissime, (qui l'originale) io ho omesso le bacche di ginepro che non avevo ma per il resto ho seguito ligia la maestra.
Ingredienti
Cipolline borrettane
1 Cucchiaio Aceto Balsamico di ottima qualità
oppure 2 o più se di qualità minore
Olio d'oliva
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 tazza d'acqua
Preparazione.
Far bollire le cipolline in acqua per 2-3 minuti.
Scolare e lasciare intiepidire un attimo e pulire le cipolline.
Mescolare in una tazza l'acqua, lo zucchero e l'aceto.
In un tegame mettete 2 giri d'olio d'oliva e fate insaporire le cipolline per 5 minuti.
Unite l'emulsione di acqua-zucchero-aceto e fate cuocere a fuoco dolce per 20 minuti a tegame coperto.
Così mi sono limitata a "rubarne" il condimento che ho usato con i maccheroni al pettine fatti a mano (qui per vedere come si fanno).
Buonissimi!!!
Sono proprio contenta di questa prima ricetta con il seitan, avevo molti timori sul sapore, sulla consistenza e sulla risposta degli altri commensali che invece hanno molto apprezzato, facendo bis e contro bis.
Non è un piatto totalmente vegano come avrei voluto, perchè la pasta è all'uovo, però, è pienamente vegetariano, ed allo stesso tempo, essendoci il seitan, ricco di proteine vegetali, prive di grassi e colesterolo.
Ingredienti:
250 gr di maccheroni al pettine
1 mezzo Broccolo
100 gr di Seitan alla piastra
mezza cipolla
2 cucchiai di salsa di soia
Olio d'oliva
per la besciamella
1 tazza di latte di soia
25 gr di burro
25 gr di farina
sale, pepe
Preparazione:
Cuocete a vapore i broccoli, fiori e gambi tagliati a pezzi. Cercate di tenerli cotti al dente. Io li ho dimenticati sul fornello ed erano molto cotti e così si sono sfaldati, il sapore totale non ne ha risentito...
Tagliate sottile la cipolla. Tagliate a fettine sottili il seitan.
In una padella antiaderente mettete un giro d'olio d'oliva e fate soffriggere la cipolla; unite il seitan e la salsa di soia e fate abbrustolire come se fosse pancetta.
Mentre cuoce la pasta prepariamo la besciamella: scaldate il latte; in un altro tegame sciogliete il burro e unite la farina mescolando benissimo. Unire il latte a filo e mescolate sciogliendo tutti i grumi.
Fate lessare la pasta e scolatela al dente.
Unite i fiori e i gambi di broccolo al seitan e mescolate.
Passate la pasta nella padella e insaporite.
Aggiungete la besciamella e mescolate.
Mettete il tutto in una teglia da forno e fate gratinare per 15 minuti a 200 gradi.
Tagliare la cipolla sottile. Lavare i carciofi e tagliarli a fettine sottili.
In una capace casseruola mette un giro d'olio d'oliva e far soffriggere la cipolla e i carciofi.
Lavare, pelare e tagliare a dadini la patata.
Far insaporire i carciofi per un paio di minuti mescolando spesso, unire 2 bicchieri d'acqua e la patata.
Coprire e abbassare la fiamma e cuocete finchè la patata non si sfalda.
Sentire per il sale.
Frullare con il frullatore a immersione. Se non vi piace sentire i filamenti delle foglie dei carciofi passate la crema attraverso un colino (io non l'ho fatto).
Allungare con altra acqua se è troppo densa.
Tostare le fette di pane e metterne una per piatto.
Servire con parmigiano grattugiato e un filo d'olio d'oliva.
Cosa vogliono le ragazze?
ve lo spiega la dolce, svampita, malinconica Marylin Monroe....
e se non è una scena cult questa....
e sembra che "il frescolino alle caviglie" non piaccia solo a Marylin, ma anche a Kelly Le Brook che nel film "The Woman in Red" fa letteralmente uscire gli occhi dalle orbite a Gene Wilder.
Epoche diverse, donne diverse, non ci provo nemmeno a fare dei paragoni...
Ad ogni modo, queste due signore, ci hanno vedere sotto una nuova luce il passaggio sopra le grate ventilate ^__^
Ci sono una piccola quantità di cose che mi indispongono nella vita.
Ad esempio, mi indispone quando mi cambiano i programmi all'ultimo secondo e mi indispone dover abbandonare quello che sto facendo per correre a rispondere al telefono, per poi, al mio <<pronto?>> sentire solo il <<click.... tutututu>> dall'altra parte.
Mi indispone chi salta la fila, in macchina e non, mi indispone chi vuol sempre aver ragione a prescindere, insomma, di cose ce ne sono, sciocche e meno sciocche.
Fra le varie qualche giorno fa ne ho trovata un'altra.
Quelli che tirano su con il naso...
Non dico quelli che tirano sù con il naso ogni tanto, intendo quelli che lo fanno per ore, per giorni, magari per sport, forse è diventata una disciplina olimpica e nemmeno lo sapevo!!
Se così è, la signora che lo ha fatto per 45 minuti filati sicuramente parteciperà alle olimpiadi a Londra ed ha buone possibilità di vincere almeno la medaglia d'argento...
Ma dico, un fazzoletto, no?
Ci ho anche pensato, adesso, dico, le chiedo se vuole un fazzoletto, ma capito che sarebbe stato come andare a tirare sù i pantaloni ai ragazzini che vanno in giro con il culo di fuori... magari mi mandava a quel paese dicendomi di farmi gli affari miei ^___^
Inserimento post pubblicazione
Luby molto gentilmente mi fa notare che:
<<ps. Ti svelo una cosina...non tutte le persone tiran su con il naso per
il muco, alcune hanno un tic o altre, come una persona che conosco,
hanno un serio problema di respirazione e non possson fare diversamente
per incrementare osssigeno( non si puo' operare). In alcuni casi lo fa anche chi si e' operato al cuore. Per il resto della tua lista approvo tutto !!!!>>
Vedi, come dice la mia mamma, che è una molto silenziosa, non si perde mai l'occasione per tacere e non si smette mai d'imparare!
Chiedo scusa a tutti quelli che tirano su con il naso per via di problemi fisici, a quelli invece che lo fanno per sport magari se si soffiano il naso....
Va bene, dopo questa piccola parentesi da sclerotica di mezza età, apro la nuova rubrica: <<Cine Cult>> le scene più Cult dei film più Cult e chi più ne ha più ne metta ah ah ah!!
... perchè non stiamo mica qui a pettinare le bambole!!!
Infatti, pettiniamo i maccheroni ^___^
La storia è questa:
stavo facendo dei tortellini e ho terminato il ripieno prima di termina la sfoglia.
Così mi sono trovata con della sfoglia già tagliata a quadretti, che farne?
Mi sono ricordata che mia mamma, mille anni fa, mi aveva portato il "pettine" per fare i maccheroni.
Il pettine che mi ha dato la mamma è un oggetto piuttosto antico, e si vede.
Naturalmente la mamma me lo ha portato ma non mi ha spiegato come usarlo quindi ho improvvisato un po'.
Visto che non avevo un bastoncino utile all'uso, ho lavato una matita di mio figlio ed ho usato quella... chissà se scriverà ancora...
Ecco il video.
Per Natale del prossimo anno vorrei che Babbo Natale mi portasse una video camera con il cavalletto.
Infatti, per girare queste immagini ho prima creato una specie di impalcatura con sedie, libri, scatole di cioccolatini, biro....
L'inquadratura ideale sarebbe stata quella fatta tenendo la fotocamera fra i denti mentre con le mani giravo la pasta sul pettine... ho pensato che non era il caso...
Insomma, il video è quello che è ma vi assicuro che sono semplicissimi da fare.
Io li ho conditi con il ragù, la cui ricetta è postata qui, ma saranno buonissimi anche con zucchine e prosciutto, panna e piselli, pancetta e uova... insomma, voi siete bravissime e troverete qualcosa di ottimo per condirli.
Ingredienti per l'impasto (vengono circa 350 gr di pasta)
3 uova
300 gr di farina
Procedimento:
Fate una bella fontana con la farina e rompeteci le uova.
Sbattete con una forchetta e incorporate piano piano la farina.
Passate ad impastare con le mani e impastate finchè non avrete ottenuto un bel panetto liscio che lascerete riposare per almeno mezz'ora (avvolto in pellicola trasparente in frigorifero).
Stendete la pasta e ricavate dei quadratini.
Io ho usato l'attrezzo che uso per fare i tortellini ma potete usare benissimo anche un coltello, in questo caso dovrete essere brave ad andare dritto e a fare i quadrati più o meno delle stesse dimensioni.
Prendere il pettine e utilizzando un bastoncino (o una matita ben lavata) cominciate a rotolare un quadratino di pasta partendo dalla punta.
A spiegarlo è difficile ma se guardate il video si vede che è facile.
Il concerto rischia di saltare per uno sciopero. Anche se i Led Zeppelin sono stati invitati dal governo islandese, il concerto a Reykjavik non si può tenere.
A meno che? A meno che non si accetti la proposta degli studenti universitari, che voglio mettere a disposizione l'aula magna, forse anche uno spazio più grande.
L'atmosfera è fantastica, l'accoglienza incredibile.
Gli Zeppelin lasciano l'Islanda per continuare il loro tour, ma non riescono a togliersi dalla testa quel concerto e anche le immagini della mitologia celtica, evocate da quella terra e da quelle genti.
Mentro sono a Bath, altro luogo di leggende, perchè lì si dice sia conservato il Sacro Graal, scrivono Immigrant Song. La dedicano a Leifr Eiriksson, grande esploratore islandese, primo europeo a scoprire l'America del Nord, la regione poi conosciuta come Terranova. La scrivono pensando ai vichinghi e ai loro viaggi, alle scoperte, alla grandezza del tempo andato.
Non sanno, mentre scrivono, che i loro fan non capiranno che quello è un omaggio a una terra e penseranno invece che Immigrant Song sia un'autocelebrazione.
Invece no.
Non sono loro il martello degli dei, anche se una famosissima biografia del gruppo scritta da Stephen Davis sarà poi intitolata così.
Il Martello degli dei era il martello di Thor, dio del lampo e del tuono, che lo usava come arma e che aveva la particolarità di tornare sempre dal suo padrone, come fosse un boomerang. Solo Thor e suo figlio Magni avevano la forza di sollevarlo.
Immigrant Song diventa un brano mito fin dalla sua uscita, nel 1970.
Quando, nel 2003, l'attore americano Jack Black teme che gli Zeppelin non gli concedano il permesso di inserirla nel suo film School of Rock, si fa riprendere mentre la canta davanti a una folla adorante e implora Plant, Page e Jones di concedergli i diritti.
I tre, divertiti, accettano.>>
racconto preso dal libro "We will rock you" di Massimo Cotto.
Immigrant Song
Ah, ah,
We come from the land of the ice and snow,
>From the midnight sun where the hot springs blow.
The hammer of the gods
Will drive our ships to new lands,
To fight the horde, singing and crying:
Valhalla, I am coming!
On we sweep with threshing oar,
Our only goal will be the western shore.
Ah, ah,
We come from the land of the ice and snow,
>From the midnight sun where the hot springs blow.
How soft your fields so green,
Can whisper tales of gore,
Of how we calmed the tides of war.
We are your overlords.
On we sweep with threshing oar,
Our only goal will be the western shore.
So now you'd better stop and rebuild all your ruins,
For peace and trust can win the day
Despite of all your losing.